Siamo Stato Noi

Come viene reso pubblico in questo post, il direttivo di #SalvaICiclisti Roma – Associazione si assume la responsabilità della realizzazione della corsia ciclabile popolare nota come “5th Avenue”, lungo il trafficato ponte Principe Amedeo d’Aosta.

Siamo convintamente a fianco di chiunque metta riparo all’inerzia delle amministrazioni che si sono succedute negli anni, siamo convinti assertori del principio di sussidiarietà così come identificato nell’art.118 della Costituzione, e seguiamo la letteratura scientifica che interpreta tale articolo.

Siamo altresì costretti ad agire in stato di necessità per tutelare la nostra vita durante gli spostamenti quotidiani e lo facciamo volentieri, supplendo per la nostra e altrui incolumità alle mancanze delle amministrazioni di competenza.

Ricordiamo alle autorità competenti, e di inusuale solerzia visto la rapida cancellazione della ciclopopolare che, secondo il Piano quadro della ciclabilità approvato nel 2012 dall’assemblea capitolina, e mai tradotto in azioni concrete, via di Porta cavalleggeri (pagina 99 PQC, e nell’Allegato 2 pag. 103 viene denominato Corridoio Giustiniana-Aurelio) è classificata come via sulla quale deve essere realizzata una ciclabile principale per mettere in comunicazione il Municipio con il centro, come priorità entro il 2014: la stessa via che arriva a ponte Amedeo.

Infine, mettiamo in mora fin da subito la futura amministrazione romana ricordando un principio così semplice che sembra sfuggire alle distratte menti contemporanee: le corsie ciclabili devono essere disegnate, non cancellate.

#MUOVITIROMA

 

Roma è immobile.

Per le amministrative 2016, l’Associazione Salvaiciclisti-Roma lancia la campagna #MUOVITIROMA (muovitiroma.salvaiciclisti.it), rivolta ai candidati sindaco e a tutti i cittadini.

La campagna #MUOVITIROMA aiuta gli indecisi a scegliere il proprio candidato sindaco.

La campagna #MUOVITIROMA mette in luce i candidati che si impegnano a migliorare la vivibilità di Roma e la salute dei cittadini partendo da una revisione radicale del modello di mobilità: non più automobili e mobilità privata ma mezzi pubblici, biciclette, aree pedonali e aria respirabile.

L’associazione Salvaiciclisti-Roma, attraverso la campagna #MUOVITIROMA, vuole porre al centro della campagna elettorale il tema della mobilità a Roma e sollecita i candidati sindaco ad aderire. E’ il momento di impegnarsi ad un nuovo modello di mobilità, è il momento di ricominciare a respirare, di riportare gli spazi urbani a luoghi di vita e non di parcheggio, di consentire ai bambini di usare le strade per muoversi e per giocare, di far rifiorire le attività economiche che animano le strade della città.

I candidati sindaco che aderiscono alla campagna #MUOVITIROMA si impegnano, una volta eletti, a perseguire durante il loro mandato i seguenti obiettivi:

  1. Dimezzamento del parco veicolare circolante entro 5 anni;
  2. La realizzazione ed estensione delle aree “zona 30”;
  3. Incremento delle aree pedonali e messa in sicurezza degli attraversamenti;
  4. Realizzazione di bike lanes leggere e di ciclabili sui percorsi ad alta frequentazione ciclistica;

Ma la Campagna non si ferma alla agenda politica. Infatti le adesioni a #muovitiroma sono aperte tutti i cittadini romani, italiani, del mondo perché la nostra città è un patrimonio di tutti.

L’Associazione Salvaiciclisti-Roma invita i cittadini a finanziare con una piccola donazione  la campagna #MUOVITIROMA, per continuare a monitorare il lavoro del Sindaco e della Giunta Comunale, raccogliere dati, elaborali, renderli chiari per tutti e pubblicarli.

Tutte le informazioni su: http://muovitiroma.salvaiciclisti.it/

WEB E SOCIAL

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Hashtag:  #muovitiroma

Bike to School scrive ai candidati sindaco di Roma: “chiudete alle auto le scuole”

Anna Becchi, coordinatrice del Bts romano e vicepresidente dell’associazione #Salvaiciclisti Roma, ha scritto una lettera al prossimo sindaco. Avrebbe dovuto pubblicarla lei sul sito, ma voi conoscete bene l’arte della giocoleria chiamata “faccio la mamma” e, siccome Anna adesso è appunto a prendere il bimbo a scuola, pubblico io in vece sua. Di seguito il testo della lettera.  Continue reading Bike to School scrive ai candidati sindaco di Roma: “chiudete alle auto le scuole”

#ecc2016 – Odi et Amo

Il logo di Salvaiciclisti-Roma per la European Cycling Challenge 2016.

 

Ammettiamolo: a Roma chi usa la bici odia la European Cycling Challenge.

Non ci si capacita del fatto che la cittadina svedese di Umea, approssimativamente delle dimensioni di Arezzo, abbia più partecipanti di Roma a questo gioco.

Non ci si capacita del fatto che una grande capitale europea – Roma diosanto – partecipi a questa sfida invece di confrontarsi con Vienna, Berlino, Parigi, Copenhagen, Amsterdam. Ah già … i sette colli.

Non ci si capacita del fatto che della preziosa mole di dati raccolti durante le precedenti campagne – di cui Marco Pierfranceschi si è preso la briga di suggerire il potenziale valore – non sia stato fatto nulla, di nulla, di nulla.

Quest’anno gli attivisti che hanno preteso la partecipazione di Roma alle passate edizioni della ECC si sono fatti da parte. Roma Servizi per la Mobilità ha assunto – tardi – il ruolo di guida e ha invitato – tardi – le associazioni del settore ad animare la partecipazione a ECC2016.

Molti si stanno impegnando. Lorenzo Quaranta ha preparato un calendario di attività per il mese di Maggio. Si sono formati diversi gruppi di appassionati.

Salvaiciclisti-Roma partecipa alla campagna con il simbolo del Partito Ciclista Italiano, abbiamo già spiegato perché. Abbiamo creato un sub-team e alle 13.00 del 30 Aprile avevamo 90 adesioni, il 13% del totale su Roma, una frazione statisticamente rilevabile. Nello stesso momento le altre associazioni che dovrebbero avere una capacità di mobilitazione di livello cittadino, FIAB e BiciRoma, avevano rispettivamente 11 e 5 adesioni, numeri statisticamente irrilevanti. Perché?

Ammettiamolo: a noi l’appuntamento, fra poche ore, con l’inizio della European Cycling Challenge (ECC) piace perché somiglia ad una Massa Critica distribuita nello spazio-tempo. Per un mese in tutta Roma non si perde l’occasione di girare in bicicletta, lungo il percorso casa-lavoro, incontrandosi per caso in strada, accompagnando i bambini a scuola in bicicletta, raccontandosi come sarebbe incredibile vedere Roma senza automobili. Per molti è l’occasione di scoprire, o riscoprire, l’uso quotidiano della bicicletta. Dopo è difficile tornare indietro. Per questo partecipiamo alla ECC, anche se la odiamo.

Perché gli altri non partecipano?

Essere o non essere?

La foto mostra un ragazzo che pedala in libertà in strada, intorno ad una bella fontana, durante una giornata di sole. Indossa dei jeans e una maglietta leggera.

Oggi molti festeggiano il compleanno del movimento #salvaiciclisti, nato il 28 Aprile 2012 a Roma, in Via dei Fori Imperiali per chiedere sicurezza nelle strade e un nuovo modello di mobilità. Casualmente (?), proprio oggi arriva la notizia di un nuovo emendamento al disegno di legge per la riforma del codice della strada, a firma del Senatore Esposito: casco obbligatorio per chi va in bicicletta.

Emendamento 2.1006

“Al comma 1, lettera d), al numero 5, sono aggiungere, in fine, le seguenti parole: «e con l’introduzione dell’obbligo per i conducenti di biciclette di indossare un casco protettivo conforme ai tipi appositamente omologati».
Conseguentemente, all’articolo 3, dopo il comma 3, aggiungere in fine il seguente:
«3-bis. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, è comunque fatto obbligo ai conducenti di biciclette di indossare un casco protettivo conforme ai tipi appositamente omologati.». “

Ho incontrato il Senatore Esposito il 5 Settembre 2015, quando occupava la poltrona di Assessore della Mobilità a Roma. Era un incontro sulla sicurezza stradale. Mi sono presentato come rappresentante del movimento #salvaiciclisti. L’incontro era stato facilitato dal Alfredo Giordani e dalla rete #vivinstrada.

C’era molto di cui parlare, la sicurezza stradale è un tema molto vasto su cui Esposito appariva del tutto ignorante. Ad un tratto – inspiegabilmente – iniziò a scagliarsi contro le biciclette e contro chi usa la bicicletta come mezzo di trasporto (“bloccherò il GRAB”, “non farò un centimetro di ciclabile”, “andate a vostro rischio e pericolo”). L’aggressione era talmente sopra le righe che con Paolo Rotafixa Bellino decidemmo di pubblicare la trascrizione e l’audio del colloquio. Questo fatto ha intaccato i rapporti personali con alcune persone preziose, e ci dispiace. Ciò che non si coglie dalla trascrizione e dalla registrazione audio è lo sguardo di sfida che Esposito rivolgeva a me – cioè ad un anonimo terminale del movimento #salvaiciclisti (a Roma non esisteva l’associazione).

Dicono che l’emendamento Esposito non potrà passare: il nuovo Codice della Strada, che contiene molte buone cose per chi non usa l’auto privata come mezzo di trasporto, non sarà contaminato da questo baco.

Questo emendamento ha quindi lo stesso repellente sapore dello sguardo che il 5 settembre il senatore Esposito ha rivolto a me, che non rappresentavo nessuno: la sfida da bulletto.

A noi le sfide da bulletto fanno sorridere.

Prendiamo però seriamente nota che, ad oggi, la lista degli emendamenti alla riforma del CdS contiene due insulsaggini:

Cosa dobbiamo fare? Dobbiamo rimanere in silenzio perché tanto gli emendamenti non passeranno? Oppure dobbiamo festeggiare degnamente il 28 Aprile e andare per le strade?

Che poi è dove andiamo sempre.

Sandro